Recensione/Teatro: Twilight Los Los Angeles, 1992; Una rivolta di una donna evoca il personaggio in mezzo al caos

Dic 25, 2021
admin

Anna Deavere Smith è l’impressionista finale: fa le anime delle persone.

È così brava nel compito che descrivere “Twilight: Los Angeles, 1992” come uno spettacolo di una donna è palesemente ridicolo. Sondando le rivolte scoppiate nell’aprile di quell’anno, dopo il primo processo a Rodney King, dà una contabilità epica di quartieri nel caos, una città in angoscia e un paese profondamente disturbato dalle immagini violente, dal vivo e a colori, che arrivano sulle onde radio notturne.

Lo fa ritraendo quasi quattro dozzine di individui della vita reale. Alcuni erano partecipanti alle rivolte, altri semplici spettatori. Alcuni sono stati resi momentaneamente famosi dai media; un numero ancora frizione loro anonimato su di loro come se fosse una coperta di sicurezza. A ciascuno, tuttavia, la signora Smith porta il suo occhio penetrante e un vorace bisogno di sapere cosa si nasconde nelle profondità del cuore umano. Il suo soggetto può essere scoraggiante, ma la scala della sua indagine non lo è. Una persona alla volta, un’idea alla volta, un temperamento alla volta, costruisce una tela ricca e panoramica di un trauma nazionale.

Ad ogni misura, “Twilight: Los Angeles, 1992″, che ha aperto ieri sera al Joseph Papp Public Theater in un’elegante produzione multimediale diretta da George C. Wolfe, è più grande di” Fires in the Mirror: Crown Heights, Brooklyn e altre identità”, lo spettacolo del 1992 che ha reso la reputazione della signora Smith. Il suo metodo rimane inalterato, però. Armata di un registratore e di un modo che deve invitare una confessione franca, intervista un’ampia sezione trasversale di persone collegate a un evento attuale significativo, come qualsiasi giornalista intraprendente potrebbe. Poi l’attrice prende il sopravvento. La testimonianza registrata su nastro si trasforma in ruoli da interpretare in giustapposizione rapida e spesso sorprendente.

Questa volta, gli incidenti scatenanti sono il selvaggio pestaggio del 1991 di Mr. Re dalla polizia di Los Angeles, catturato su videocassetta e testimoniato da milioni di americani, e il processo e l’assoluzione di quattro degli ufficiali, che hanno sostenuto che stavano solo agendo nella linea del dovere. Ma altri eventi altrettanto brutali alimentano la paura e la furia che attraversano il pezzo della signora Smith: l’assalto al camionista Reginald Denny da parte dei rivoltosi, anche orribilmente catturato su videocassetta; la sparatoria fatale di Latasha Harlins da un droghiere coreano che credeva che la ragazza di 15 anni stesse taccheggiando; e il secondo processo degli agenti di polizia di Los Angeles, per non parlare della lunga storia di relazioni difficili tra americani neri, bianchi, asiatici e messicani nel crogiolo di palme che è il centro-sud di Los Angeles.

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